Passato qualche giorno dalla cerimonia inaugurale, quando anche il più idiota dei commentatori Rai ha detto la sua sul tema "boicottare o non boicottare le Olimpiadi" lasciate che vi pregi con la mia altrettanto pregnante opinione sull'argomento.
L'idea di non guardare i giochi in tv, cari amici di Pennarossa, mi è sembrata ahimé peregrina, il costo marginale non eguaglia il ricavo marginale, ma proprio per niente. In parole povere: mi sarei privato di uno spettacolo FANTASTICO a fronte di un beneficio, per il popolo tibetano, per gli iuguri, per la causa della libertà, per i dissidenti oppressi, nullo. Ma proprio nullo, dai.
L'idea che gli atleti dovessero fare "un gesto, qualcosa"? La citazione di Stefano Ricucci mi pare appropriata. Brava la Merkel che a Pechino non è andata, non è andato neanche Silvio, ma il perché, a dirla tutta, bene non si è capito.
E allora? Tutto bene? No, tutto bene no. L'idea di far organizzare le olimpiadi a Pechino si è rivelata malauguratamente cretina, nonostante le evidenti doti del popolo cinese, in generale, e nell'organizzare eventi di rilevanza mondiale. Per il mio prossimo compleanno, so a chi rivolgermi.
I giochi rappresentano ovviamente i valori di Lealtà, Correttezza e Libertà, e questi non sono evidentemente di casa dove le olimpiadi si tengono, nonostante le 50 medaglie d'oro che, minimo, resteranno lì. La speranza che la democrazia arrivasse insieme ai cinque cerchi si è rivelata purtroppo vana.
Stride allora con tutto questo il fatto che gli autori dell'errore non vengano né accusati né tantomeno colpevolizzati. I dirigenti del CIO sono eletti dai rappresentanti dei varigoverni. Petrucci, niente da dire? Perché a Gasparri & Meloni non è venuto in mente questo particolare? E perché Rogge e Samaranch vengono trattati coi guanti di velluto da televisioni e istituzioni, anche italiane? Ma qualcuno ha letto la biografia di quest'ultimo? Tra l'altro forse sarebbe il caso di cacciare i figuri che dirigono l'Olimpiade prima possibile, prima che facciano nuovi e peggiori casini. Dopo i Giochi di Soci nel 2014, dove vogliamo organizzare i prossimi? Pyongyang? Teheran 2016?
Detto questo, torno a guardare Bolt, Phelps e compagnia, sconvolto dal secondo posto degli USA nel medagliere, che mai avrei creduto possibile.
PS Ma la squadra giamaicana di atletica dov'è stata fino a qualche anno fa?
Immagine tratta da: http://www.flickr.com/photos/londonannie/
giovedì, agosto 21, 2008
A cose fatte
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5 commenti:
Carissimo,
sul nostro tentativo di fare "qualcosa" per i diritti in Cina (ma la presunzione era di farlo per i "diritti" a prescindere) abbiamo scritto tanto su Pennarossa, così come sull'aspetto più propriamente "tecnico" dell'iniziativa. Quindi non ci torno.
Ci sono però alcune considerazione che fai che meritano una riflessione e dei tentativi di risposta.
Innanzi tutto è evidente che chi protesta si priva spesso di qualcosa, lo deve mettere in conto. Io non ho visto quasi niente delle Olimpiadi (esclusi i servizi sui TG) e quindi o perso la bellissima (ma in parte "taroccata") cerimonia di apertura. Ma non è questo … la considerazione che condivido di meno è il tuo “calcolo matematico” : “…il costo marginale non eguaglia il ricavo marginale, ma proprio per niente”. Probabilmente è vero, però fammi dire che è un po’ triste sottomettere la passione per le idee a un calcolo del genere. Le rivoluzioni più “rivoluzionarie” (permettimi il gioco) sono nate da progetti che non avevano probabilmente alcuna probabilità di successo.
E infine una ultima considerazione: prima di tutto sono convinto che è dentro di noi (indipendentemente da quello che fanno gli altri o dalle probabilità che altri ci seguano e ci facciano vincere) la risposta ai mille problemi che ci circondano.
… Anche se spesso succede – come diceva Quelo – che “la risposta è dentro di noi … ed è sbagliata!”
Un abbraccio
kkarl di Pennarossa
Ti segnalo (naturalmente) il pensiero della schermitrice azzurra Margherita Granbassi. Il pensiero di na atleta che a Pechino c'è stata ed evidentemente ha elementi "da dentro" per giudizi più diretti rispetto ai nostri
http://www.repubblica.it/2008/08/olimpiadi/servizi/dalai-lama-accusa/parla-granbassi/parla-granbassi.html
Kkarl Pennarossa
Caro Sergio, come ha ben scritto Carlo, le iniziative si fanno perché le senti dentro. La nostra sensibilità verso diritti umani (non solo in Cina) ha ritenuto questa occasione, con i riflettori del mondo sulle olimpiadi, unica e imperdibile, degna del tentativo di dar voce ai tanti che non hanno la possibilità di farlo.
Bisogna anche ricordare che questa iniziativa l'abbiamo concepito a "priori", nell'ottobre
2007 credendo che il tempo, i 10 mesi che ci dividevano dall’inizio delle olimpiadi, poteva essere un periodo sufficiente per creare un forte movimento d’opinione. Purtroppo è mancata la politica.
Come abbiamo anche scritto il 7 agosto sul blog de imille, la politica ha ciccato clamorosamente questa occasione, limitando l'azione a mere e pelose dichiarazioni di circostanza, sia nel mese di marzo (fatti tibetani), sia nelle approssimarsi dell'inaugurazione, dove alcune menti eccelse hanno chiesto agli atleti quei gesti che loro non erano stati in grado di fare.
Solo il tempo ci dirà se questo nostro tentativo, che comunque abbiamo condiviso con centinaia di bloggers (e non solo), sia stato vano. Ci consolano le opinioni delle ultime ore degli atleti che, a “posteriori” oltre la zona Cesarini, sottolineano i temi da noi proposti. E’ un po’ tardino ma servirà comunque a qualcosa.
Se guardi dove sta Soci, è a due metri dalla Georgia.
Pensa le risate.
Le vostre opinioni sono nobili e sincere, e vi fa onore l'avere rinunciato a uno spettacolo così bello per la causa dei diritti.
Sono troppo pragmatico? Forse sì, ma l'idea di privarmi, e di consigliare ad altri di fralo, di un evento del genere in vista di uno scopo che nemmeno verrà lambito dalle mie azioni non mi riesce a convincermi, e forse mi sembrerebbe un tentativo di pulirmi la coscienza.
Non si tratta di uno spettacolo del circo, è pur sempre lo sport, sebbene insozzato da chi lo governa, e probabilmente il suo messaggio riesce nonostante tutto a rimanere valido, o forse no.
Penso che la semplice ammirazione nei confronti di atleti straordinari sia molto significativa e possa essere utile, come esempio, per molti, me per primo.
Ciò detto, avete il merito di aver aiutato la riflessione e il pensiero su un tema importante, che evidentemente ancora non è percepito, viste le successive e recenti decisioni, mi riferisco a Sochi '14, della dirigenza del CIO.
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