venerdì, gennaio 29, 2010

Around LSE Part 3 - NAB 8th Floor

L'ottavo piano del New Academic Building è il luogo più affascinante di tutta l'università. Intorno a una hall, tranquilla e poco frequentata, quattro sale conferenza blindatissime. La parte migliore è però la terrazza, con vista spettacolare.
Verso Ovest: Freemasons' Hall, Centre Point, un Travelodge e, dietro, la BT Tower

Kingsway verso sud

La terrazza del NAB, verso la City
Il Gherkin e St.Paul
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Around LSE Part 2

Kingsway

George IV, il Pub di LSE

LSE da fuori
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Around LSE Part 1

Bush House - BBC World
Houghton St. - Aldwych
King's Chambers, tempio dell'Econometria
Ponti sospesi davanti alla Library
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sabato, gennaio 23, 2010

Vicino casa - London N5


Avenell Road
Molto tipicow
In tempi normali
Pre-Match. Arsenal Bolton, 4-2
Blackstock Rd

domenica, dicembre 06, 2009

This is a Piccadilly line service going to.. Rebibbia

L'eccezionale prestazione della Roma che si aggiudica l'ennesimo meritato derby si accompagna al piacere di scoprire che, in fondo, Londra e la mia città di origine non sono poi così lontane. Basta infatti fare qualche fermata di metro per trovarsi nell'incredibile bar "Italia Uno" del signor Felice.
Cercherò di non inventare né esagerare nulla.
Il luogo si trova vicino Tottenham Court Road, praticamente in pieno centro. All'ingresso, panettoni e pandori appesi ai muri, insieme a magliette di calcio stinte e a delle pratiche lavagnette che informano sulle prossime "fixtures". Il tutto rigorosamente in italiano, unica lingua udita (in realtà più che altro romanaccio) per il resto della serata. L'atmosfera, insomma, è quella di un bar sport di provincia risalente a una decina abbondante di anni fa.
Mister Felice, che le voci dicono essere di Ancona, offre un simpatico pacchetto partita, panino e bibita alla cifra di £7, che sarebbe tutto sommato onesta, se non fosse che io e il mio coinquilino Nahashon avevamo cenato prima. L'attraente crudo e mozzarella è stato conservato per giorni migliori. La birra, analcolica, faceva ovviamente schifo.
Il pezzo forte della serata è l'ampia sala dove si assisterà al match. Si passa per un minuscolo corridoio tra la macchina del caffè e il frigo, si scende una scala ripida, si sorpassano i cessi e si entra in un ambiente dove le rigide norme inglesi sulla sicurezza ancora non sono arrivate.
Una stanza buia (la luce non è stata mai accesa), zeppa di gente, posti finiti un'ora prima che iniziasse la partita, sedie di plastica e tre televisori con Sky italiana e volume a palla.
L'unica differenza tra il bar di Charlotte Street e un qualunque postaccio di Casal Bertone, Rebibbia o dell'Eur era che qui, romanisti e laziali convivevano pacificamente, con questi ultimi in minoranza, come è nella natura delle cose. Per il resto urla, incazzature, insulti e tutto il repertorio. Si registrano: un cretino dalla voce gracchiante che a ogni calcio d'angolo ripeteva "Primo palo, primo palo!", una coppia lei laziale lui della Roma, entrambi muniti di iPhone, e un gruppetto che si gira una canna di fuori all'intervallo. Non manca qualche genio che si fuma una sigaretta, visto lo spazio arioso.
A fine partita, abbiamo salutato Marco, il mio compagno di Master che, ignaro, aveva consigliato questo posto e ci siamo avviati verso la metro dove, da vero gentleman, ho anche dato indicazioni a un povero laziale che doveva arrivare a Piccadilly Circus.
Un'esperienza davvero notevole che immagino abbia stupito abbastanza il mio coinquilino kenyota che mai mi aveva visto in questa veste esaltata ed imbecille.

Foto: http://www.flickr.com/photos/charlesfred/510543049/

domenica, novembre 29, 2009

Arsenal international

Sotto casa mia hanno appena parcheggiato 5 "bellissime" Hyundai i30 con guida a sinistra ed apiccicati enormi adesivi colorati come le bandiere di alcuni paesi europei scelti a caso: Svizzera, Irlanda, Portogallo, Olanda e Slovenia. Dimenticavo: hanno anche delle eleganti bandierine e il disegno della Coppa del Mondo. Urge macchina fotografica.

sabato, novembre 21, 2009

La Campagna Elettorale è iniziata

Ho ricevuto un volantino dei Tories.

martedì, novembre 10, 2009

Fiat money

Oggi la cassiera di Sainsbury's mi ha dato come resto un penny dell'isola di Jersey. Io l'ho accettato, dandogli valore. Non so se ne abbia legalmente, ma su un lato c'è il ritratto di Sua Maestà. Da adesso in poi però me lo tengo, e non sarà più circolante.

domenica, novembre 08, 2009

Some thoughts on SuperFreakonomics

This post is also translated in English hoping to create some debate with my new anglophone friends, notoriously econonerds. Sorry for the errors. The translation is after the Italian version.




Iniziamo con le banalità: il primo libro era mooooolto meglio! Da un certo punto di vista, il primo era un bel libro, interessante, divertente. Questo è spesso noioso, a volte semplicemente brutto. Ma qualche parte se la cava.
Come ho già detto, il primo capitolo, sul mercato per la prostituzione, è abbastanza divertente. Comunque, il tono del nuovo libro è già abbastanza evidente: addio simpatica econometria, che permetteva di scoprire relazioni divertenti nascoste in mezzo ai dati. Piuttosto, vengono esposti i risultati di diverse ricerche scientifiche, senza troppi collegamenti tra loro. Qualcuna di queste storie è avvincente, altre semplicemente noiose. Mi chiedo se qualcuno ignori che, nei secoli scorsi, la principale causa di morte tra i pazienti ospedalieri fosse la mancanza di igiene dei dottori. Penso che qualcuno me lo abbia insegnato quando avevo otto anni. (E' presentato come un risultato sconvolgente nel libro)
La cosa peggiore è che, se già sai dove andranno a parare (sì, sto parlando del "raffreddamento globale") è chiaro che, dal capitolo 2 in poi, è tutta un'escalation verso la parte cruciale, preparando il lettore con argomenti a favore delle "soluzioni semplici" e dei problemi giganteschi che si risolvono da soli. Anche ignorando le critiche alle soluzioni proposte, tema sul quale non sono ovviamente un esperto, davvero non capisco il legame di queste cose con l'economia, per quanto freak o superfreak possa essere. D'altro canto, gli incentivi economici che spingevano a barare lottatori di sumo e insegnanti erano abbastanza evidenti nel libro precedente. Sebra che siano diventati più "conservatori" nel senso che preferiscano dire cose "vecchie". Potrebbe sembrare un'assurdità, viste le polemiche sul global cooling, ma questa è l'impressione che ho avuto.
L'ultimo, breve capitolo è tutta un'altra storia. Non vi rovinerò il finale, ma la micro-scimmia-economia sembra abbastanza interessante. E adesso, a farselo autografare.

English version

Let's begin with trivialities: the first one was muuuuuch better! In some sense, the first one was a good, funny, interesting book, this one is often boring, sometimes simply bad. But some parts are ok.
As I have already said, the first chapter, on the market for prostitution, is quite nice. Still, the tone of this new book is already evident: farewell to nice econometrics, exploring hidden relations within the data. Instead, results from a number of scientific papers are exposed, without much connection between them. Some of these stories are intriguing, some other not, others plainly boring. I wonder if anybody ignores that, decades ago, the main cause of death among hospital patients was the lack of hygiene among doctors. I think someone told me this when I was 8 years old. (It is presented as an astonishin fact in the book)
The worse part is that, if you already know what the main issue is about (yes, I am talking about global cooling) it is clear that, from chapter 2 onwards, it is all an escalation towards the crucial one, preparing the reader with arguments in favour of "simple solutions" and huge problems that resolve by themselves. Even ignoring criticism of proposed solutions to global warming, of which I am not obviously an expert, I really don't see how this is related to Economics, for how freak or superfreak these might be. On the other hand, economic incentives driving sumo players and cheating teachers were extremely clear in the first volume. It looks like they have become more conservatives, meaning that they prefer to stand on the safe side, without telling much new. This might seem nonsense if you think about the polemics caused my the global cooling chapter, but this is the impression the book gave me.
The last, short chapter is all another story. I won't spoil the final, but micro-monkey-economics looks extremely interesting. And now, waiting to get the frontpage signed.

mercoledì, novembre 04, 2009

Superfreakonomics Update

Il secondo capitolo, quello sulla sanità, è interessante, ma noioso. Il primo, quello sulle prostitute, no.


Update dell'update: No era nel senso che il primo capitolo è carino. Il seguito del secondo, sui terroristi, non è male, ma potrebbero tranquillamente essersi inventati tutto.

Terzo capitolo, altruismo: buono. Smontano un po' la behavioral economics: state tranquilli, che gli umani sono egoisti e razionali. Interessante la storia di Kitty Genovese. Ho appena iniziato il quarto capitolo, su "the fix is in", come problemi giganti possono essere risolti semplicemente. Il global cooling giace minaccioso all'orizzonte.

Commento generale precipitoso: Finora il libro è più o meno ok, ma decisamente scadente se confrontato col precedente. E' molto una collezione di aneddoti, e l'econometria appare praticamente scomparsa. In più le storie sono meno divertenti e, invece di sfidare il common wisdom sembrano piuttosto rinforzarlo, su alcune cose: la tv fa male in America, ma in India fa bene. Se fai uscire i criminali di galera, faranno più crimini. Se i dottori non si lavano le mani, la gente muore, bisogna permettere di vendere i reni (questa è vecchissima) eccetera eccetera.

martedì, novembre 03, 2009

Sul comodino


E lunedì, cerco di farmelo autografare!

venerdì, ottobre 30, 2009

Popolo di navigatori

Solo gli inglesi possono organizzare una crociera passando per l'"Umbria".

mercoledì, ottobre 07, 2009

I sette colli

sabato, ottobre 03, 2009

A bit of update

E il primo mese è andato! Finito il corso "pre-sessional" di matematica e statistica, la definizione pura di "full immersion" non resta che aspettare lunedì per incominciare il master vero e proprio oltre che i risultati degli esami di lunedì e martedì, che si spera siano buoni.


Finito l'esame, martedì è arrivata Martina, e finalmente abbiamo potuto vedere un altro po' di Londra, visto che ormai potevo trovarmi tranquillamente a Vibo Valenzia o San Pietroburgo, non fosse stato per il bus rosso o per la casa vittoriana. O forse più probabilmente a Shanghai o Mumbai, vista la popolazione dell'università! Sono comunque certo, oramai, che Oxford Street non mi piace, per niente. Invece Soho e Islington sì, quest'ultima soprattutto, e sono proprio contento di viverci. Domani arriva il Blackburn Rovers, da quando sono qui l'Arsenal non ha mai perso. Come andrà? Non so se vedrò la partita.

Nel frattempo dovrei scegliere il mio Option, il corso a opzione dei quattro che compongono il Master. Esclusa a priori la possibilità di scegliere un livello più difficile per i corsi di Micro, Macro ed Econometria (c'è chi ci pensa veramente, folli) me ne resta uno da decidere, entro giovedì. Voglio fare le cose "normali", nel mio stile, dunque escludo quelli di finanza e quelli degli altri dipartimenti. Candidati top: Monetary ed International Economics. Pro del primo: mi è sempre piaciuto, ci ho fatto la tesi, mi interessa un sacco, sembra super-moderno, mi darebbe una grossa mano per lavorare in una Banca Centrale, che è probabilmente quello che voglio fare. Contro: dicono che sia il più difficile tra gli Options, e forse è un po' aridino. Tanta matematica e difficile trovarci la realtà sotto. Chissà.
Il secondo lo conosco meno, ma mi interessa comunque molto. Forse sarebbe un po' più pratico, e per questo interessante. Sarebbe una seconda scelta? Mi renderebbe le cose più complicate, alla fine? Chissà.
Bisogna decidere presto! Seguirò le prime lezioni, se ci riesco, visto che ancora non ho trovato l'orario e deciderò. Lunedì andrò anche a mettermi in fila per i biglietti per questo ma, soprattutto, non vedo l'ora di andare a questo. Che in effetti, forse, i Public Events sono il motivo per cui ho scelto questo posto qui.
Vado a dormire!

sabato, settembre 26, 2009

BSE

Probabilmente la cosa era sensata nel 1996, ma sono sicuro che nessuno ha spiegato per bene agli italiani cosa si perde a boicottare la carne inglese. E anche il latte è talmente buono (e cheap! 76p al litro) che si tollera facilmente il fatto che venga venduto in confezioni da 1, 2 e 4 pinte. Ah, a proposito, quanto pesa una confezione da quattro hamburger?